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giovedì 28 maggio 2020

un NUOVO MONDO è possibile



Un obelisco di ferro intrecciato alto quasi 5 metri è la sorpresa che mi sono trovata di fronte ieri, al rientro in ufficio, alla nuova rotatoria di via Bergamo, a Soncino. E’ la scultura che Demis Martinelli, artista soncinese non nuovo a slanci di generosità nei confronti della sua città, ha donato alle vittime del Covid-19 e agli eroi che hanno lottato, senza mai mollare il colpo, nella battaglia contro la pandemia.

“Mi sono sentito di ringraziarli nel profondo – ha affermato Martinelli – e si sono impegnati per il bene comune fino allo sfinimento; ho voluto rendere loro il mio omaggio. Ciò che è certo è che costruiremo un nuovo modo di vivere quando tutto questo sarà finito. Mi auguro che in questo Nuovo Mondo siano punti cardine l’armonia, il rispetto e la coesione tra le persone e spero che prenda vita una convivenza piena di devozione per la natura che tanto ci è mancata restando chiusi in casa”.

Dal Caos costruiremo un nuovo mondo, questo il titolo dell’opera, che in corso d’opera ha subito trasformazioni di contenuto a livello profondo, indice del periodo di grande caos in cui l’artista si è trovato a lavorare, si inserisce all’interno del progetto MACBUS, Museo d’Arte Contemporanea Bosco Urbano Soncino, che da alcuni anni sta trasformando il borgo storico dell’artista in un polo d’arte contemporanea permanente. 

mercoledì 12 settembre 2018

invasioni emozionali

Lo scultore, installatore e fotografo soncinese Demis Martinelli sta per donare alla propria città natale, un’imponente mostra retrospettiva che aprirà i battenti il 15 settembre. Artista vulcanico e sperimentatore, pone al centro della propria ricerca l’essere umano, inteso come profondità di sentimenti, sensazioni, emozioni, storie. La sua arte contemporanea si fonde con il patrimonio artistico del borgo storico, amplificandosi e riecheggiando da un luogo all’altro: questo è il carattere peculiare della manifestazione, con un richiamo alla Biennale d’Arte Contemporanea di Soncino, a Marco, di cui Demis è fondatore. In questo caso, l’arte contemporanea che satura il tessuto storico del borgo è interamente di Martinelli: gli spazi deputati ad ospitare personali dell’autore e sue installazioni sono molteplici, dai palazzi storici, agli angoli del centro: vere e proprie Invasioni Emozionali, come, infatti, si intitola la rassegna. Nella poetica di Demis, vi è una costante apertura sull’interiorità, sul vissuto, sui ricordi, con una volontà potente di condivisione e di comunicazione tra la sua anima e gli altri: egli va oltre la superficie, le sovrastrutture e le gabbie culturali. Per Martinelli l’arte è un mettersi a nudo, affinché ognuno possa in lui riconoscersi ed incontrare la sua essenza vitale, pulsante di emozioni e sentimenti. 



(Luca Fortini | Filmmaker | www.lucafortini.com)

Non manca l’ironia con cui svilisce le abitudini culturali che imprigionano gli esseri, nonché una dichiarazione di libertà: Demis invita ognuno ad essere se stesso, nella diversità, per scoprire, proprio in questo modo, l’intima uguaglianza. Molti spazi cittadini saranno “invasi” dalla retrospettiva:la sala della ciminiera dell'Ex Filanda Meroni, nonché la stessa sala mostre, in piazza Manzoni campeggerà una scultura in ferro battuto di 5m. Il Museo della Stampa farà un tuffo nella contemporaneità dei suoi Emotional Sketches. Opere dei primi anni, fotografie, polaroid saranno visibili anche in locali come il ristorante “La Pedrera”, l’Enoteca “I Cinque Frati”, la libreria “Chinaski Café”, il bar “El Baritì”… Infine, i camminamenti del Bosco Urbano diventeranno parte di un’opera di street art focalizzata sul tema del viaggio, inteso come incontro e confronto con altri esseri umani, nonché possibilità di esprimere se stesso presso altre culture. Alcune opere, infatti, sono visibili in Messico, Spagna, Australia e altri paesi. Ciò lascia immaginare che Invasioni Emozionali non sia il punto di arrivo degli anni di ricerca giovanili, ma, piuttosto, il punto di partenza di altre operazioni artistiche, che, chissà, condurranno di nuovo altrove, lontano.



domenica 6 novembre 2016

il ferro elasticamente battuto di Demis Martinelli

Ha riscontrato un grande successo di pubblico la prima settimana della personale di Demis Martinelli presso gli spazi espositivi del Teatro San Domenico di Crema. Molti curiosi, ed appassionati di arte hanno potuto ammirare le sculture in ferro battuto realizzate dall’artista soncinese. Celebre ed innovativo, il suo metodo di lavorazione del ferro, passione ereditata dal padre, dà origine a forme plastiche innovative, da qui il titolo della personale, Elastica-mente, che raccoglie vent’anni di lavori. C’è tempo ancora una settimana per visitare la mostra, che resterà aperta fino al 13 novembre.


giovedì 27 ottobre 2016

elastica-mente

Nei giorni scorsi  è “sbocciata” ai giardini di Porta Serio una scultura che raffigura un bocciolo in ferro battuto, radicato al suolo e proteso verso il cielo. "E' l'omaggio alla terra madre da cui tutto ha origine e di cui è necessario prendersi cura perchè da essa nascono i fiori, tanto delicati quanto forti" che lo scultore Demis Martinelli ha voluto fare alla nostra città. E' anche un anticipo alla mostra personale prevista al Teatro San Domenico da sabato 29 ottobre al 13 novembre per celebrare "la mia arte che è come un fiore, un fiore che ho piantato vent’anni fa e che ora sta germogliando" ha dichiarto Martinelli durante la posa della scultura.



sabato 20 aprile 2013

Domenica all'EspacioCicero

Da domani - e fino al 26 maggio - EspacioCicero propone una mostra unica, nata dall’incontro fra due artisti, la visual artist Elena Monzo e il fotografo Demis Martinelli, entrambi interessati e incuriositi dalla figura femminile nelle sue mille sfaccettature. La donna di Martinelli non è una creatura mistica, ma una persona concreta, maliziosa e pura. Le modelle non si nascondono, ma al contrario si mostrano nel loro infinito splendore, nella perfezione ed imperfezione dei corpi, e si lasciano guardare senza imbarazzo. La creatività posh ed estrema di Elena arricchisce gli scatti di Martinelli con decorazioni ad incisione, accentuando ed esagerando gli aspetti estetici delle donne protagoniste di queste opere, il cui corpo si trasforma in un involucro, o meglio, in un packaging estetico.